“Scusi, posso sapere perché sono stato arrestato?”

Ora o mai più è il primo film che vidi sul G8 di Genova.
Quando i fatti accaddero avevo 13 anni, ero in vacanza in Calabria con i miei e, senza tv, le notizie circolavano solo attraverso i giornali. Ricordo che mio padre a riguardo era cupo, pensieroso, preoccupato, arrabbiato. Dopo la morte di Giuliani ancora di più.
Gli slogan non mi sono mai piaciuti, quindi nessun “Carlo vive” per me, nè tantomeno “sbirri merda”. Alla maggior parte degli “sbirri” che ho conosciuto non piace menare le mani, non piace nemmeno il loro mestiere, alcuni ci sono capitati senza capire bene perché. Penso sempre al paradosso che negli anni ’70 i ragazzi facevano di tutto per non fare il militare e ora, invece, pagano profumate mazzette per vincere un concorso. Con questa crisi del cazzo le forze dell’ordine sono gli ultimi brandelli del concetto di “lavoro fisso” della generazione dei nostri genitori.
Con questo non voglio giustificare chi alle manifestazioni mena e diventa una bestia, preso da chissà quale frenesia frustrata; assolutamente no. A qualche manifestazione, tra l’altro, ci sono andata anche io. Semplicemente non mi è mai piaciuto il confine netto tra loro e noi. Sarà perché mio nonno era uno sbirro di merda ma, soprattutto, era un poveraccio che  ha acceso un cero alla Madonna per essere entrato in polizia, perché altrimenti avrebbe sbarcato il lunario forse vendendo videocassette pirata, come suo fratello, che non ha avuto questa “fortuna”.
L’unica differenza tra mio nonno e i miei amici, ripeto, è il fatto che mio nonno non ha dovuto corrompere nessuno per entrare (se non la Madonna, che, appunto, dice di aver sognato e dice che è stata lei a dirgli di fare domanda).
Comunque, tornando al punto, io non incentrerei il mio discorso sulla commemorazione del giorno della morte di Carlo Giuliani e amen . La morte di Carlo che vive, comunque, al di là degli slogan (come Federico, come Stefano, come tante altre tristi vicende) nei miei ricordi, è solo la punta di un iceberg grande e pesante come quei giorni e giorni di brutalità estrema e cieca.
Questo non comprendo, questo non giustifico. Il fatto sia stato permesso tutto ciò, il fatto che sia scatenato qualcosa di disumano nella mente di chi ha dato gli ordini e ha agito. Qualcosa che, personalmente mi mette i brividi. Avrei potuto essere  una di quelle persone, lì, alla Diaz o a Bolzaneto. E a picchiarmi avrebbe potuto esserci mio nonno. Lui, e chi ha permesso tutto quello che è successo; lui e chi 15 anni dopo, ancora nega e rallenta le procedure processuali. Lui e chi, per dirne una, non si sta sbilanciando su quello che sta accadendo della vicina Turchia, perché intervenire militarmente poi, quando sarà troppo tardi, forse gli conviene di più.
(Intanto, succede che si oscuri la fanpage di ZeroCalcare per un post a riguardo: http://www.wired.it/play/fumetti/2016/07/19/perche-pagina-facebook-zerocalcare-stata-oscurata/ e a me viene in mente solo che sul G8 di Genova nelle scuole non viene spesa una parola… magari non dico che avremmo un poliziotto in meno, ma un poliziotto riottoso a ordini bestiali in più)
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5 pensieri riguardo ““Scusi, posso sapere perché sono stato arrestato?”

    1. la mancanza di una motivazione reale, soprattutto in lavori così impegnativi e delicati come essere nelle forze dell’ordine è dannosissima. Tra l’altro, cosa ancora più triste, quando parlo con uno dei miei amici arruolati riguardo temi come la nostra oggettiva difficoltà nel mondo del lavoro, mi sembra di star parlando con mio padre e questa discrepanza nella stessa generazione mi spaventa tantissimo, onestamente. Sarò un po’ pessimista a riguardo, ma le disuguaglianze mi hanno sempre fatto paura.

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      1. Non ho mai riflettuto su questa cosa che hai detto, intendo la discrepanza nella stessa generazione a causa di diversi lavori. La protezione di mamma stato indubbiamente da una percezione diversa circa la precarietà e competitività che il mondo del lavoro oggi impone.

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    1. ahahahahah… anche a me, lo ammetto (è proprio la frase della mia vita, tra l’altro, e la frase della mia vita non poteva essere altro che una frase un po’ ridicola!)
      Grazie per essere passata e grazie dei commenti 🙂

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